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PIETRO BIONDI

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Anno di ingresso: 1976
Strumento suonato: clarinetto
Anno di uscita: 2020
13\NOVEMBRE\ 2021

San Carlo, filarmonica in lutto per Biondi: «Era una certezza, mancherà»       
Dopo settant’anni dedicati alla musica si  è spento un pilastro della banda di San Carlo. Aveva suonato anche  nelle orchestre di Scortichino, Ferrara e Cona. Oggi l’ultimo saluto  
SAN CARLO. «Papà aveva una grande passione per la musica e con il suo modo di fare ha saputo trasmetterla anche a tanti musicisti che poi si sono susseguiti nella banda». Sono le parole di Daniela Biodi, figlia di Pietro, storico clarinettista della filarmonica San Carlo, deceduto a ottant’anni dopo una vita dedicata alla musica. Agricoltore di professione, Biondi, iniziò a suonare ad appena dieci anni.
«La sua prima volta in pubblico fu il 13 giugno 1951 e da allora non ha mai smesso», aggiunge. Oltre alla filarmonica ha fatto parte anche delle bande di Scortichino, Ferrara e Cona e ha insegnato alla scuola di musica di San Carlo. «Era una persona dal cuore d’oro, sempre disponibile a dare una mano e a dispensare consigli», dice chi lo conosceva. «Pietro per la filarmonica era una garanzia perché – sottolinea il sassofonista Davide Bergamini – ogni volta che c’era qualcosa da fare lui era sempre il primo a mettersi in gioco».
IL CORDOGLIO
Oggi alle 13.45 nella chiesa di San Carlo verrà celebrato il funerale e poi, dopo la messa, il corpo di Biondi verrà trasportato al cimitero di Sant’Agostino. Il triste annuncio della sua scomparsa è stato dato dalla moglie Agostina e dai figli Nuccio, Mauro con Mariangela, Alex, Sara e Noemi, Daniela con Stefano, Filippo, Leonardo e Edoardo e tutti i parenti. Per la sua memoria hanno richiesto non fiori ma opere di bene.
«Papà – continua Daniela – ha suonato fino all’anno scorso senza mai fermarsi. Solo nel 2007 fu costretto, dopo un brutto incidente, a sospendere la musica. Ma fu solo una parentesi». I musicisti della filarmonica “Giuseppe Verdi” di Scortichino hanno scritto un messaggio per dimostrare il loro affetto e la loro vicinanza sia ai familiari sia agli altri musicisti: «Pietro per anni è stato un elemento fondamentale della nostra famiglia. Si è sempre dimostrato una bellissima persona gentile, seria e affidabile. Se ne va una persona alla quale tutti volevamo un gran bene».
LA LEZIONE
«Tutti coloro che lo hanno conosciuto sono rimasti colpiti dalla sua passione per la musica. Al di là della tecnica, del solfeggio e degli spartiti, erano le doti umane che facevano breccia nei suoi allievi così come nei suoi compagni di banda. Credeva fermamente nella musica e in ciò che faceva. Penso che la sua dedizione - conclude la figlia - sia stata la lezione più grande». Il modo migliore per ricordare Pietro Biondi? Naturalmente con una bella canzone.
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Pubblicato su La Nuova Ferrara
       
       
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