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Il fondatore

FESTEGGIAMENTI > 100 ° anniversario

Luigi Garani nasce a Scortichino il 22 settembre 1863, muore a Milano il 27 gennaio 1923, è sepolto a Bondeno. Eredita l'interesse per la musica dal padre Benvenuto, studia contrappunto e fuga a Finale Emilia presso il Prof. Rosa. Fonda con il padre nel 1881 la Società Filarmonica di Scortichino e la scuola di musica; scrive diverse composizioni per i tipi della Casa Lapini di Firenze. Nel 1912 ottiene, previo esame, presso la casa Ricordi una occupazione inadeguata al suo talento (curatore di bozze). Ha prestato la sua opera presso diverse orchestre, quale «professore» di diversi strumenti, soprattutto ha prestato le sue attenzioni al flauto. Ha insegnato a numerosi allievi che sono diventa­ti figure di primo piano nelle più importanti orchestre italiane. Nell'Archivio della Banda di Scortichino sono conservate sue composizioni, alcune delle quali ancora in uso. E' stato direttore della Filarmonica di Scortichino fino al 1911, quindi la sua opera è stata continuata dall'allievo Marchi Francesco.

Il maestro Marchi
«II maestro Garani insegnò a Marchi l'armonia e il contrappunto.
Marchi era svelto, appassionato, perse tante ore per studiare di notte. Durante il giorno era impegnato a lavorare, faceva il falegname ed era talmente appassionato alla musica fino a trascurare famiglia e lavoro».
Sempre a proposito del maestro Marchi
«...io ero povero, e mio padre non poteva pagare a Marchi lo scudo al mese, che allora serviva per le lezioni di musica. Così ci faceva scuola gratis. In cambio mio padre andava a tagliare l'erba per tutto l'anno su un po' di terra di sua proprietà...
Quando si andava a scuola di giorno, nella sua bottega di falegname, lui smetteva il lavoro per insegnare a noi la musica e se la lezione andava bene ci scrìveva a mano un nuovo studio da imparare per la prossima volta. Non abbiamo mai comperato un libro di musica, ci scriveva tutto a mano.
Prima ci insegnava il solfeggio, poi lo strumento. Ci faceva solfeggiare solo con il piede per abituarci ad avere le mani libere poiché un giorno le avremmo avute impegnate dallo strumento. Allora tra l'apprendimento del solfeggio e dello strumento occorrevano quasi tré anni prima di poter entrare in banda...
Lui insegnava la tecnica di tutti gli strumenti dalla grancassa, al clarino, al trombone, faceva tutto lui, c'era solo lui...
Quando un allievo entrava in banda si appoggiava al suo collega più anziano, che gli insegnava il mestiere...»



Da «Ricordi e testimonianze di alcuni Soci anziani»





Una testimonianza di Luigi Garani, nipote del fondatore della Filarmonica

Mio nonno.
Senza dubbio ha rappresentato una personalità e la Sua poliedricità ne ha caratterizzato tutta l' esistenza.
Potrò io raggiungere quello stato di obiettività necessaria per esprimere il riconoscimento che il personaggio merita, senza esserne condizionato?
Poco o nulla mi è stato tramandato.
C'è stata in famiglia (con mio padre o con gli zii) quasi una tacita intesa a non parlarne (forse per non sparlarne).
Non è crìtica la mia; sono stato educato secondo i canoni del rispetto delle volontà altrui e proprio per questi insegnamenti cerco di non giudicare mai l'operato del prossimo.
Eppure, proprio perché la Sua figura è emersa oltre il livello della norma, e rimane vivida nel tempo, ancora oggi ad oltre 60 anni dalla morte, io ho sempre cercato di misurarne con giusto ed obiettivo metro la Sua dimensione.
Il Suo MONDO è stata la MUSICA.
Ha vissuto di essa e per essa.
Ha profuso ogni forza vitale a quella che il criterio normativo per la propagazione delle ragioni affettive ed intime, considera in maniera altamente significativa: «Fonte di intime soddisfazioni e di sublimi godimenti, rallegrandoci, rattristandoci, commovendoci».
Forse l'istituzione del Complesso bandistico, all'origine, è stato il PRETESTO per poter VIVERE in piena dedizione d'intenti e di fatti in quel Suo mondo.
Forse solo in seguito, perché ha vissuto in perfetta simbiosi con i suoi umili onesti paesani, ne ha colto le genuine e spontanee aspirazioni all'elevazione ed al distacco liberatorio delle fatiche umane.
E così la dedizione costante, applicata con pieno convincimento, perché alimenta­ta nel giusto modo, ha portato la Filarmonica «G. Verdi» ai 100 anni di vita attiva con una carica vitale sempre in piena attitudine di rinnovamento e di continuità.
E questa è la realtà palese che onora il merito, ed è la più bella forma di riconoscenza che il fondatore potesse desiderare.
Così la «Gazzetta Ferrarese» del 21 maggio 1924 commentava le onoranze alla memoria del M° Luigi Garani: «Nella vicina borgata di Scortichino per iniziativa della Società Filarmonica si è inaugurato una targa marmorea con medaglione a ricordo del M° Luigi Garani. La Cerimonia è riuscita nella sua modestia solenne e commossa. Come l'avrebbe voluta Lui, il distinto, geniale, colto musicista! Ammirazione, affetto godeva fra i suoi compaesani e lo ha provato la folla di popolo e di amici di Bondeno accorsi a rendere il tributo di ricordanza.
Ha lasciato pagine di musica geniale ispirata a soavi melodie. Nei suoi frammenti vi si sente tutta la sua anima piena di bontà e vi si intuisce luce, vita e calore. Pagine rimaste inedite per la sua esagerata modestia! Per ragioni di famiglia si trasferì a Milano accolto dalla Casa Ricordi ove non tardarono a riconoscergli la coltura musicale affidandogli delicatissime mansioni.
Spense la sua vita nella Casa protettrice amato, rispettato, ammirato dai superiorì e dai suoi colleghi maestri.
I figli ed i parenti assisterono alla commemorazione con viva intensa commozione.
Il prof. dott. Diego Ruiz, per invito speciale del Comitato, ha tenuta una dotta conferenza sull'Arte della musica. Conferenza alta di forma, elevata, espressiva e densa di cognizioni tecniche che sarebbe sacrilegio voler riassumere in modesti accenni. La bellissima conferenza sarà pubblicata e messa in vendita, il ricavato della quale andrà a beneficio delle Madri, Vedove ed orfani di guerra. Il Conferenziere fu salutato da imponente ovazione.
Parlò quindi un ex allievo, il M° Ubaldo Bisi tessendo una elaborata biografia dell'Estinto rilevandone la tempra del musicista, dell'insegnante, dell'uomo di famiglia e dell'amico leale. Volle aggiungere pochi affettuosi pensieri un altro scolaro, Pietro Artioli.
Tutte e due furono applauditi suscitando rimpianto per l'immatura perdita.
Assisteva alla cerimonia il nostro concittadino scultore esimio prof. Gaetano Galvani che trovasi a Scortichino per dirigere i lavori di collocamento pel monumento, opera sua pregiata, ai Caduti.
La manifestazione ebbe termine con uno squisito e nobile pensiero della Società Filarmonica che diede un concerto eseguendo le migliori concezioni dell'amato Maestro.




da «Diego Ruiz, In memoria del M° Luigi Garani»
(discorso al popolo di Scortichino), 11 Maggio 1924, Bondeno, Tipografia Meletti 1924





Egli vi istruiva, maestro amatissimo, — vi istruisce ancora, col ricordo, che i discepoli, il popolo intero volle incancellabile. Fu, è stato, sarà ancora nel futuro — nel più lontano futuro — un vostro grande, fervido benefattore. E questa lapide è pegno di riconoscenza, di memore gratitudine.
In Garani voi tutti vi siete innalzati, fino a raggiungere talvolta, nella modestia degli inizii, una vetta geniale. Egli vi guidava, — padre, fratello, compagno tenacissimo —, vi guida ancora sulla via dell'arte che, ad esempio Suo, e come perenne tributo alla Sua memoria, — volete ancora, sempre, coltivare.
V'ha, nel sistema intero della nostra vita, un punto di elezione: un punto tale che, trovato che sia, da esso si stende — unica prospettiva di meraviglia! — tutto ciò che di magico, di autenticamente eroico, di santo, di geniale racchiude l'intero mondo. Quel punto di elezione, veramente eccezionalissimo, — io lo dichiaro a un popolo di modesti artisti! — non è altra cosa che la Musica Universale. (Applausi). Alla scoperta di questa posizione, Egli, il maestro vostro, vi guidava: non v'ha meta più alta, giudicate dell'eroico coraggio, dello spirito di audace sacrificio del vostro benefattore! (Appalusi).
Tutto, o quasi tutto. Egli ha dovuto suscitare, per così dire dal nulla, in questa campagna: Egli ha creato le vostre anime di musicisti e — voi lo sapete, silenziosi campagnoli commossi! — vi dotava. Vi dotava, dico, di tutto: della tecnica del suonatore, del «tocco genuino» dell'interprete, del «gusto» che è quasi il genio, — vi dotava anche dei vostri istrumenti musicali. Egli aveva due famiglie: quella propria, e voialtri allievi, voi creature sue, che, di fronte al rettangolo di questa lapide, teneramente ricordate, onorate. (Applausi).
Ho visto di recente la Sua effige nella riproduzione ispiratissima, e vera, di un artista meridionale, ospite di Bondeno: il Signor Michele D'Annucci, degno fratello del noto Direttore Spirituale, oggi in America, ha saputo ritrarre il vostro Maestro con lo sguardo a un tempo stesso dolce ed imperioso, con la testa ducale, ed io ho fatto di tutto per rivivere gli episodi capitali di quella esistenza; ho detto poc'anzi ch'Egli ha «fatto» voi tutti, che vi ha suscitato a un mondo nuovo di luce e di musicalità. Ora aggiungo — col testimone concorde di voi tutti — che Garani si è fatto da sé: figlio di un proprietario di campagna, l'istinto dell'arte lo porta verso la scuola di Rosi, in Finale Emilia; ma, anziché maestro di alcuno, Egli fu di sé stesso il proprio duce, e, per così dire, il proprio padre. (Applausi). Poeta, nel senso alto di questa parola! (Applausi).
Vi ha dato una lezione unica, di molti anni, — lezione che dura ancora. Egli vi ha insegnato — vi insegna — come la volontà incrollabile trionfa da ogni ostacolo, come l'anima salga per la stessa sua forza verso i più alti destini. E vi ha dato un esempio di dedizione, di abnegato apostolato, che ha durato — nella vita terrena — dal 22 settembre 1863 fino al tristissimo 27 gennaio 1923, nell'ora infausta in cui Milano lo raccolse,
per affidarlo all'immortalità. (Applausi). Egli si è addormentato nella grande metropoli, e l'ultimo suo pensiero — ne sono certo — fu per voi, per voialtri tutti suoi figli, suoi compagni del piccolo paese. In un rapido esame di coscienza Egli distese la sua vita, e riuscì a vederla come noi la vediamo, — come la vedono coloro che hanno voluto questa Targa: Transitò benefacendo!
I frutti li raccolse in vita: Marchi Francesco, vostro attuale direttore, Vacchi Osvaldo, premiato in Svizzera, Soffritti Enrico di Modena, Manfredini Luigi, Galvani Giuseppe, Bidinelli, il M° Bisi, — e il più giovane dei suoi allievi: Pierino Artioli, indicano con evidenza la generosa prolificità di quell'uomo che seppe unire all'arte l'amore e alla tecnica l'umanità. (Applausi). Non contento di fare i musicisti, innalzò l'edificio dei vostri concerti, col valido appoggio del filantropo Giulio Farolfi, il quale ha oggi un degno successore nel mio amico Signor Attilio Cremonini.
Generazioni — noi ce lo auguriamo — generazioni di campagnoli, sfileranno dinnanzi a questa lapide, e quando i figli dei nostri figli chiederanno notizie, informazioni, qualche anziano, che oggi è assai piccolo, mormorerà: Io ero dei giorni in cui Luigi Garani componeva e dirigeva, cantava e suscitava esaltandosi! (Applausi).
L'onore troppo alto che avete voluto fare al vostro vecchio amico, Ruiz, invitandolo a questa commemorazione, si spiega soltanto se si considera che, a modo suo, e in una sfera più pura, anche Garani fu un vostro medico: Egli vi curava, vi assisteva, e vi guariva talvolta, facendovi obliare le miserie della vita presente, addormentadovi nel fango di quaggiù per ridestarvi nell'etere fulgidissimo dell'Arte! (Applausi).
Così Egli vi medicava.
E un po' era il nostro collega, nell'unità dei medesimi scopi umanitarii.
Luigi Garani è morto in Lombardia, rivive e monta la guardia qui! (Applausi).



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